USCITA DIDATTICA SERMONETA E OASI DI NINFA

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Il 27 Aprile si è svolta un’ uscita didattica presso il paese di Sermoneta cui hanno partecipato tutte le classi dell’ Istituto Comprensivo di Montaquila. Il viaggio è durato circa un paio d’ ore e arrivati a destinazione, ci siamo fermati in un parcheggio. Insieme ai nostri professori ci siamo recati al castello situato nel borgo percorrendo una stradina contornata di negozi, che vendevano souvenir, bar e ristoranti. Al cancello del castello   ci ha accolti la guida che ci accompagnati nella visita. Il colle su cui sorge l’ edificio si trova a 257 metri sul livello del mare e la sua costruzione fu avviata nell’ anno 1264. L’ edificio prende il nome dalla famiglia Caetani. Inizialmente il castello fu costruito per una famiglia baronale romana, gli Annibaldi. Quaranta anni dopo, colpiti da una grave crisi economica, furono costretti a vendere il castello alla famiglia Caetani che arrivò nell’ anno 1297. Le strutture realizzate dalla famiglia Annibaldi sono due torri: la prima, detta maschio, alta 42 metri, che in origine era più alta, ma in seguito i Borgia distrussero il quarto piano per rendere meno attaccabile l’ esercito; la seconda è invece una contro torre costruita dalla famiglia Borgia al fine di sostenere il maschio. Il maschio si trova in Piazza D’ Armi in memoria delle esercitazioni militari. Qui si trova ancora una campana che dava il segnale in caso di attacco nemico. 

Oltre alle torri, nell’ epoca annibaldesca fu costruita anche la Sala dei Baroni ; a eccezione della Casa del Cardinale, tutti gli altri edifici furono costruiti dalla famiglia Caetani. Infatti, nell’ anno 1499 salì al soglio pontificio, Papa Alessandro VI della famiglia Borgia, che scomunicò i Caetani e amministrò tutte le loro ricchezze. Dopo questo racconto da parte della guida, ci siamo recati nella Casa del Cardinale, chiamata così in onore dei vestiti principeschi, dove non c’ erano mobili particolari. Nelle sale, adibite alla biblioteca si potevano vedere due quadri, un arezzo e un affresco oltre a una scritta sul muro e delle finestre poste nel luogo in cui sorgeva e tramonta il sole cosicché le donne potessero sfruttare la luce per cucire. Abbiamo visto anche le scuderie il cui soffitto era molto particolare perché costruito con cannucce provenienti dalla palude. Le mangiatoie erano costruite da una parte superiore e una inferiore, per permettere ai cavalli di muoversi con maggiore libertà; le mangiatoie per i puledri,  invece erano più grandi. Abbiamo poi visitato una sorta di cucina riservata esclusivamente alla cottura degli animali e del pane e dal centro si innalzava per circa tredici metri una cappa che serviva per emettere i fumi. Le ultime stanze che abbiamo visitato sono state le camere e  infatti erano le uniche più arredate con letti, sedie e comò.  

    Finita la visita al castello di Sermoneta, ci siamo recati al Giardino della vecchia Città di Ninfa. 

Ci ha accolti un’ altra guida che ci ha spiegato che il giardino è molto simile ad un giardino inglese. A causa del microclima dell’ area, non nevica quasi mai e grazie al terreno con un ph quasi neutro, i Caetani hanno potuto coltivare piante provenienti da tutti e cinque i continenti, con piante particolari soprattutto quelle orientali. C’ erano, ad esempio, il ciliegio pendulo, il banano, la pianta del corallo, un cedro nano e un bonsai enorme. Due piante però, mi hanno particolarmente colpita e cioè l’ eucalipto, che è un idrovoro, infatti, beve cinquemila litri d’ acqua al giorno: l'ho trovato affascinate perché il tronco era color argento; anche le canne di bambù mi hanno incuriosita, perché ho scoperto che non sono piante bensì fili d’ erba enormi che crescono molto rapidamente, infatti ogni  “stecca” corrisponde a un giorno di vita. C’ era nel parco anche il pioppo nero  più alto d’ Europa che aveva un secolo di vita, affiancato da un corso d’ acqua limpidissimo, abitazione per le trote. Il parco ospita anche diversi tipi di uccelli e le coccinelle che uccidono i pidocchi.   

       

Nel parco però, non vi erano solo piante, ma anche i resti dell’ antica città di Ninfa. La guida infatti ci ha spiegato che le case erano costituite da tre piani: il primo era riservato alla bottega, il secondo serviva come abitazione, il terzo veniva utilizzato come dispensa per proteggere gli alimenti dalla polvere proveniente dalla strada. 

(L.C. classe Terza Montaquila)

   

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